Tag: autori triestini

Lettera da Aquileia (7)

Tempi nuovi, dice mia moglie, tempi in cui tutti gli uomini saranno fratelli, tempi in cui si deporranno le armi e la pace sarà garantita dalla non violenza. Porgi l’altra guancia, non replicare all’offerta, offriti indifeso e gli altri non ti assaliranno e, se lo faranno, ne dovranno rendere conto, perché tu sei un figlio di Dio e il tuo regno non è di questa terra. Continua a leggere

Lettera da Aquileia (6)


Ma non ti voglio annoiare. Conosci bene il mondo delle lettere e delle arti, che anche in questi secoli bui mantiene i suoi cultori. Certo non sono sommi, forse non c’è nessuno così pazzo così disperato così assoluto da creare qualche capolavoro, forse siamo corrosi dalla decadenza, non c’è più spazio per la luce. Continua a leggere

Lettera da Aquileia (5)

Il concetto di completa uguaglianza, ti confesso, mi sembra persino strano e ingiusto. Gli uomini sono per natura diversi: alcuni volenterosi e intelligenti, altri scioperati e incapaci; alcuni eccellenti nelle arti, altri nei mestieri manuali; alcuni dotati di facondia, altri portati per i calcoli; alcuni amanti della filosofia altri incapaci di sostenere la più elementare argomentazione. Continua a leggere

Lettera da Aquileia (4)

In primavera dunque vorrei venire a trovarti a Roma. Non sai quanto il clima sia rigido in queste contrade. Quando a Roma si è già nella bella stagione, qui si continua a indossare il mantello, e sembra che la pioggia e il vento non debbano lasciarci mai. Continua a leggere

Lettera da Aquileia (3)

resti museo aquileia

Ma eravamo stati noi, imprudenti, ad esporci ai loro attacchi. Chi può aggredire una società sana, che ha solide basi di governo, che crede in se stessa? Chi può distruggere un impero che ha confini sicuri ed educa i suoi figli al rispetto e al coraggio?
Certo, a un certo punto noi stessi ci trovammo ad aver bisogno dei barbari. I nostri costumi con il benessere si erano rilassati e corrotti. Le nostre donne erano tutte dedite a una vita brillante, i figli erano sempre meno numerosi, i soldati non erano più quelli di un tempo. Continua a leggere

Lettera da Aquileia (2)

roma panorama

Ormai è troppo tardi. Per molti secoli abbiamo sottovalutato il fenomeno, abbiamo pensato che l’impero fosse troppo forte perché la presenza anche massiccia di altri popoli lo facesse crollare. Così ora combattiamo in una situazione di svantaggio. Il secolo scorso gli imperatori hanno sperperato molte sostanze lottando l’uno contro l’altro per il potere. Poi hanno cominciato a tagliare fondi sulla difesa per cercare di far quadrare il bilancio, senza peraltro riuscirci, – la macchina dello stato fa acqua da tutte le parti. Continua a leggere

Lettera da Aquileia

mosaico aquileiaLettera da Aquileia
Aquileia, 4 novembre 411 d. C
(quarto giorno prima delle None di novembre del 1164 ab Urbe condita)
Caro Marco,
non so se questa mia lettera ti arriverà, sono tempi duri, e la facilità con cui, secoli addietro, si comunicava con i cittadini di tutto l’impero è un lontano ricordo. Le città che sorgono lungo la nostra penisola in buona parte sfuggono al potere di Roma. Popolazioni di varie etnie ormai da tempo si sono insediate entro i confini di quella che un tempo era una compagine vasta e potentissima. Continua a leggere

Allegretto andante for a trio (4)

Francesca’s room is bright spacious. Two large windows with embroidered curtains give it the feel of the light-thirsty rooms of northern Europe. It is furnished with a bed and a sofa. On the floor are lots of rugs and cushions. Francesca goes from the room to the adjoining wardrobe, choosing garments and stopping pensively now and again.
From the doorway, Giulio continues to observe her in silence. She looks at him and walks over to stroke him. – When I was little I had a teddy bear with the same name as you. Giulio the bear. He was my favourite. Continua a leggere

Allegretto andante for a trio (3)

In her room she rummages through the things she has already packed. Meanwhile, Giulio comes through and leans on the door frame. He silently watches her fiddling with her case, then he comments: – So you’re going tomorrow!
– It’s work, mumbles Francesca tersely, without lifting her head.
Giulio wanders about the room, then runs a hand through his hair and continues, with some embarrassment: – Did I miss an opportunity last night?
Francesca does not spare him the icy words: – Today too, come to that.
Giulio presses her further: – An opportunity that may not arise again?
Francesca smiles: – I don’t know about that.
Giulio looks at her: – I’m struggling to understand your conditions. Continua a leggere

Allegretto andante for a trio (2)

Monica stands up and starts to lay cushions out on the floor. She takes off her shoes, commenting: – I couldn’t resist them when I saw them in the shop window, but they are incredibly uncomfortable. She lies on the floor. Francesca sits down next to her and leans on the back of an armchair. Giulio lies down in the middle. Francesca starts caressing his neck and shoulders.
– That’s bliss, chirrups Giulio. I really needed this massage. Continua a leggere

La serena indifferenza (versione romena di Geo Vasile)

La serena indifferenza

Aspettavo di trovare
con gli anni
un senso probabile
del non senso
di vivere
frugando tra le rabbie
e le noie
frugando tra la vita
e la mia sempre troppo pallida
idea della vita. Continua a leggere

Allegretto andante for a trio

Giulio rings the bell and waits in front of the entrance to Monica’s apartment block.
Monica comes down (dress with a plunging neckline, high heels, long skirt with a split up the side. Over her dress, a skimpy cape to keep the November fog at bay).
– Always discreetly dressed, you.
– Don’t you like my look?
– I like it. Sometimes I like it a bit too much. But aren’t we going to see Francesca today?
Monica laughs and leads the way. Continua a leggere

Francesca’s Trieste

Francesca’Trieste

In autumn, as the days grow dark early, she has never liked being on her own. A flock of birds in a semi-park near her home makes her think of her own departure. What she is leaving and what she will find. She is leaving a semi-relationship with her best friend’s best friend. She smiles. In an age where people jump into bed together and ask each other’s names later, they are among the few to have been seeing each other for months, who want each other, but have never made love. Continua a leggere

The kinder bueno man

A supermarket in Trieste. Rattling trolleys whizz by. The meeting place for souls roving in pursuit of all the unnecessaries indispensable to life. Hands reach out towards shelves in a spasmodic and compulsive quest. Odourless food is everywhere. Oh, for the life of a souq with all its foul smells!, thinks Francesca, pushing her trolley hurriedly. Continua a leggere

La follia che proviene dal dio è assai più bella di ogni saggezza umana

chagall 5Platone diceva che l’arte si serve degli uomini anche da poco per realizzarsi. Persone di scarso valore e di discutibili doti umane possono partorire delle opere di grande valore. Questo lo possiamo constatare anche passando in rassegna la vita di alcuni grandi del passato che nell’arte raggiunsero vette insuperate e nella vita furono delle persone di grande banalità. Alcuni furono malvagi o gretti, altri si diedero a tutti quei vizi che nelle loro opere bollavano, altri ebbero vite spericolate e sgangherte, molti morirono suicidi. Continua a leggere

Il Sosia da L’Occidente e parole

L'Occidente e parole_copertinaLa crisi tocca soprattutto noi, ventenni e trentenni, noi plasmati da una società dei consumi noi allevati come consumer-addicted, diceva il Sosia – lo avevamo soprannominato così perché nel suo look ricordava Robert Pattinson, quello di Twilight, – noi tagliati improvvisamente fuori dal sogno di quel miglioramento sociale che hanno sperimentato le generazioni precedenti. Siamo i primi ad essere esclusi. Via, non c’è più posto. Il mondo è saturo e tu sei superfluo. Non è allegro, che dite? Continua a leggere

Marinare la vita di Claudio Magris

20151026_191415Giornata grigia. Nebbia sottile che sloga i contorno delle cose. Trieste era famosa per la bora ma ultimamente d’inverno qui dominano pioggia e nebbia. L’appuntamento con Claudio Magris è al Caffè San Marco, sotto le maschere che lo scrittore ha immortalato in Microcosmi, l’opera che vinse nel 1997 il premio Strega. “Non è male riempire i fogli sotto le maschere che ridacchiano e tra l’indifferenza della gente seduta intorno. Continua a leggere